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Capacità di giudizio nella vita e nel lavoro
Sembra
smarrita per molti giornalisti, la capacità di giudizio, requisito fonda-mentale
e imprescindibile a partire dal praticantato. Questa competenza non significa
esprimere opinioni personali arbitrarie, ma possedere il discernimento
necessario per valutare i fatti in modo professionale ed etico.
La capacità
di giudizio nel giornalismo si articola in diverse aree chiave:
Valutazione
della notiziabilità: Sapere distinguere ciò che è di reale interesse pubblico da
ciò che è irrilevante, pettegolezzo o pura propaganda.
Verifica delle fonti:
Discernere se una fonte è attendibile, parziale o manipolatoria, incrociando i
dati prima di pubblicare.
Distanza critica:
Mantenere l'indipendenza intellettuale di fronte a pressioni politiche,
economiche o editoriali, per garantire un'informazione onesta.
Responsabilità etica:
Capire quando il diritto di cronaca deve fermarsi per rispettare la dignità
umana, la privacy o la sicurezza delle persone coinvolte (specialmente se
minori).
In sostanza,
il buon giudizio permette al giornalista di trasformare un flusso disordinato di
informazioni in una narrazione dei fatti che sia utile, accurata e
intellettualmente onesta per i cittadini.
Vale ancora
la regola delle 6 W: Chi, cosa, come, dove, quando e perché applicati con
deontologia ed onestà intellettuale o meglio coscienti di una capacità do
giudizio? Varrebbe ma secondo me se n’è perso valore e concetti fondanti.
Premessa sulla
capacità di giudizio:
La capacità di giudizio è l'attitudine mentale che unisce le competenze,
l'esperienza e le qualità personali per valutare con equilibrio una situazione e
prendere decisioni corrette. Poco valgono gli studi che hai fatto specie se si
tratta di indottrinamento.
Ambito
psicologico e professionale
Nel lavoro e
nella vita di tutti i giorni, questa abilità permette di distinguere gli
elementi positivi da quelli negativi. Secondo un'analisi di Riccardo Peccianti,
essa nasce dalla sinergia tra vissuto personale e dati oggettivi. Aiuta a
comunicare i fattori importanti di un problema. Il discorso sulla capacità di
giudizio è un argomento col quale, volenti o nolenti, facciamo i conti tutti i
giorni anche senza esserne coscienti.
Cosa significa
avere capacità di giudizio? Si tratta dell’attitudine umana che permette di
stabilire con il nostro prossimo, rapporti buoni ed equilibrati e che,
all’interno di varie situazioni, lavorative, personali o sociali, ci consente di
aprire lo sguardo sui loro elementi positivi e negativi.
Chi possiede
capacità di giudizio è in grado di riconoscere, selezionare, vivere e comunicare
i fattori importanti, sia interiori che esteriori. La capacità di giudizio
permette di far lavorare in sinergia fra loro le qualità personali con il
proprio bagaglio di esperienze e di conoscenze relative a un certo ambito. Da
questa unione nasce la competenza che permette di dare forma alle opinioni e, di
conseguenza, di prendere le giuste decisioni. La capacità di giudizio, supplisce
anche quando manca un percorso evidente o dei dati chiari, dà modo di fare
scelte sane. In pratica è il cuore della migliore leadership.
Migliora
l'ascolto attivo e la gestione delle scelte. Riduce gli errori di valutazione
sotto pressione. In filosofia (Immanuel Kant): Nel pensiero di Immanuel Kant, la
Critica del giudizio (Kritik der Urteilskraft) analizza la facoltà di giudicare
come il ponte tra la natura e la libertà morale. Giudizio determinante:
applica una regola universale a un caso particolare.
Giudizio
riflettente:
cerca un universale partendo dal particolare, dividendosi in estetico (il
giudizio sul bello) e teleologico (la finalità nella natura
I principali
sinonimi di capacità di giudizio sono discernimento, buon senso, senno e
valutazione.
La differenza
principale è che la valutazione è un processo misurabile e basato su dati
oggettivi, mentre il giudizio è un'opinione personale e soggettiva, frutto della
propria onestà intellettuale che esprime un valore morale o definitivo.
Rosario Rigano
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