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Chi emigra dalla Sicilia, non è certo il raccomandato e
il figlio di…; quelli che per tradizione regionale
devono occupare la poltrona di mamma o papà oppure avere
la capacità di “servizio” verso il potere temporale o
cosiddetto “spirituale”. Però importiamo incultura e
furbi da mantenere con il welfare creato e pagato dai
sacrifici dei nostri padri e dai lavoratori italiani,
quei pochi che ancora pagano le tasse in Italia.
Chi dotato di personalità, capacità, cervello ed
orgoglio, non si sottomette a nessuno ed imbocca la
propria strada con merito, non più in Italia ma fuori
dalle anzidette logiche “massonico/mafiose”. Tutto
questo impoverisce e svuota l’offerta di servizi e
professionalità sociali, economici e culturali che
avrebbero potuto offrire i nostri cervelli definiti in
fuga perenne, lasciando spazio al “fantasioso” tentativo
di integrare clandestini e irregolari (qui liberi di
delinquere), spesso cacciati dai loro paesi, che non
rinunceranno mai, perché non possono e non intendono
farlo, alle loro “culture” repressive che stanno
imponendo alle nostre identità, tradizioni e civiltà
acquisite con i sacrifici e spesso la vita dei nostri
padri, nonni e bisnonni. Ancora ancorati ad una
Costituzione obsoleta e capestro per gli italiani.
Gli artefici di tutto questo? Le sinistre affariste,
imprenditori sfruttatori, l’attuale inquilino del
Quirinale, l’involuzione del partito di Forza Italia dei
berluschini, la Cei e di conseguenza il Vaticano. Grande
responsabilità va’ attribuita anche ai sindaci di
sinistra, vedi Bologna, Firenze, Modena, Genova, Milano,
Torino e soprattutto alle regioni Emilia/Romagna,
Campania e Toscana.
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editrice "Accademia di Arti e Culture". |
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by
Rosario Rigano
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