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   Scopo primario di questi convegni itineranti e/o escursioni culturali è quello di rendere comprensibile il legame tra preistoria, protostoria, identità, culture e civiltà che si sono alternate e amalgamate in Sicilia, nei tempi, nei luoghi e negli eventi attraverso le lingue che, nel nostro caso, con l’idioma siciliano, si manifestano attraverso 90 dialetti tra parlate, inflessioni, cadenze e soprattutto parole, termini, segni e suoni le cui radici trovano fondamento e correlazione nel vedico, sanscrito e siculo. Ricomposizione della geografia umana nei siti interessati e ricostruzione dei mosaici identitari che hanno agevolato l’umanizzazione dei territori. Creare identità, attaccamento alle proprie culture e territorio.

 

   La base fondante di questa complessa trilogia trae origine dagli studi sull’idioma siciliano, il cui studio, grazie a linguisti e glottologi si intreccia a interessanti scoperte di genetica e genomica riguardo origini e percorsi dei primi abitatori della Sicilia; uomini, popoli e loro idee a confronto forniscono dati certamente illuminanti nello studio di preistoria e protostoria della Sicilia come delle aree dell’Egeo prima della Grecia.

   Premessa fondamentale: Il siciliano non è un dialetto della lingua italiana e neanche un’appendice regionale della stessa; in vero è una lingua madre così come riconosciuta dall’Unesco per complessità, antichità e nobiltà della sua formazione e perché ritenuta in pericolo di estinzione. Oggi in Sicilia si possono contare almeno 90 dialetti, tra parlate e inflessioni che si differiscono per le diverse influenze sin dal momento protostorico.

   Tali motivazioni lo rendono un idioma unico al mondo. Ritengo, a ragion veduta, che le lingue, come i dialetti, le parlate, le diverse inflessioni e cadenze, rappresentino l’identità di un popolo. Per approfondire a fondo l’origine e la composizione della nostra lingua, quella siciliana, è necessario indagare indietro, nei tempi, nei luoghi e negli eventi della preistoria dove troviamo lasciti culturali tramandati attraverso glifi, scritte, segni su targhette, cippi, tavolette, reperti, utensili che ci portano all’idioma siciliano attraverso una corretta lettura fornitaci da biblisti, linguisti e glottologi. Come ha scritto un grande glottologo, Pierre Carnac, le lingue sono l’anima e l’identità di un popolo. Le lingue non consentono solo di parlare o di scrivere per rappresentare, ben oltre la nostra scomparsa fisica, la nostra storia ma la contengono; la lingua è il più grande patrimonio che abbiamo per un’infinità di motivi. Diventano fondamentali, per una corretta comprensione di questa narrazione, tre mie pubblicazioni, una trilogia: “Aurore di culture e civiltà nella preistoria e protostoria della Sicilia” - “Identità siciliana, così è (se vi pare)" - “Idioma siciliano, origini ed evoluzioni di una lingua madre”.

Rosario Rigano

Appuntamento a settembre 2026

 

  

   

 

 
 
 
 
 
 
 
 

 

Pagina e link collegati a cura dell'Associazione Culturale editrice "Accademia di Arti e Culture".

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            by Rosario Rigano

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