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Portale Culturale

del Turismo Siciliano

Politiche del turismo,  dei beni culturali,  dell'ambiente  ed  economico - sociali

 

 

 

Un modo intelligente, proficuo e produttivo per formare o migliorare l’informazione di qualità nel giornalismo enogastronomico.

 

E’ stato questo in senso del convegno organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia presso l’Istituto d’Istruzione superiore E. Fermi - F. Eredia ed indirizzo alberghiero P.L. Deodato di Catania.

 

Il convegno è stato moderato dal giornalista enogastronomico Antonio Jacona e relatori sono stati la giornalista Mariagrazia Villa e lo chef/cuoco Seby Sorbello presidente Fic Promotion Federazione Italiana Cuochi.

 

E’ stato spiegato, con l'apporto di numerose schede/slide dalla giornalista Mariagrazia Villa innanzitutto cos’è il giornalismo enogastronomico. Quali sono gli strumenti per comunicare bene il cibo e il vino. Quali sono e devono assolutamente essere gli obiettivi per informazione di qualità. Le tecniche di food writing più efficaci e coinvolgenti. Le prospettive professionali del giornalismo in ambito agroalimentare e vitivinicolo. Le norme deontologiche e le virtù del food journalist.

 

L’incontro si è svolto in un ambiente assolutamente gradevole/ idoneo e tutti i giornalisti erano attorniati da giovani studenti dai modi impeccabili e sempre sorridenti. Alla fine dei lavori è seguita una dimostrazione “culinaria” della valenza dei cuochi e di quanto appreso dai giovani studenti in tema di presentazione, in assoluta disinvoltura, delle loro “opere culinarie” davvero eccellenti per quanto concerne esposizione, qualità e degustazione.

 

In fase di interventi, era stato chiesto al cuoco/chef Seby Sorbello, sempre molto disponibile ed esaustivo nelle sue risposte molto chiare ed argomentate, quanta incidenza hanno oggi i prodotti tipici siciliani nella cucina nazionale. Risposta: “i nostri prodotti sono davvero eccellenti per qualità, manca solo la giusta promozione, valorizzazione e collocazione sui mercati di settore”. Una bella parentesi è stata quella di Mariagrazia Villa a proposito dei cinque sensi nel rapporto con il cibo; come valutare un alimento? Sicuramente utilizzando almeno tre sensi ovvero vista, odore e gusto. Poi il resto viene da sé. Un attendo studioso della cultura dei sensi, Michel Serres, in un famoso libro, Les cinq sens,  scrive che per ragioni mercantili e di produzione, il gusto è stato trasferito dal cibo alle salse che lo condiscono e questo trasferimento agisce sui registri del forte e del piccante e sulle bevande di sapore zuccherato.

 

A margine degli interventi, è stato suggerito come i cuochi dovrebbero proporre piatti con una chiara identità di provenienza, nel senso che il giornalista enogastronomico può anche sindacare sui componenti di una ricetta. Lo scopo sarebbe quello di offrire consapevolezza e garanzia qualitativa di ciò che vien mangiato. Come riporta la rivista "Il Cuoco", in un articolo di Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini, se per molte culture l'alimentazione è funzionalmente connessa al calendario quindi alle stagioni, al clima, alle avversità e alla qualità dei raccolti, in una larga parte del mondo occidentale è invece legata a una specie di meticciato generalizzato e in parte misterioso come sono i c.a.n.i., acronimo di composti alimentari non identificati. Frutto questo di globalizzazione e concorrenza, ricerca delle novità. Il cibo anonimo  di per sé si identifica solo per le sue etichette (parziali), il suo nome o il suo brand e per il suo prezzo.

 

Il messaggio è stato lanciato, chiaro e inequivocabile. I nostri prodotti servono alla cucina nazionale ed internazionale.

 

 

 Breve incontro ma pieno di calore con la "brigata della cucina" accolta da applausi e complimenti. Al centro i giornalisti Antonio Jacona e Mariagrazia Villa.

 

 
 
 
 
 
 
 

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