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Io cittadino del mondo.
Perché
mi reputo cittadino del mondo al di sopra delle singole nazionalità, poiché in
ogni angolo del mondo ho trovato e continuo a trovare tracce, segni e facies che
mi appartengono, che conosco perché le ho riscontrate in più parti del mio
percorso di indagine euro-afro-asiatica ma non solo, nel periodo preistorico,
protostorico e storico. Ma non perché io sia sapiente come intendevano Democrito,
Platone e Senofonte, ma semplicemente perché ne ho ricalcato e interpretato le
tracce, gli studi e loro filosofie interpretative degli intendimenti del tempo.
Cittadino del mondo non tanto per ciò che intendeva Diogene il cinico oppure i
Sofisti, ma perché credo in un mondo in cui tutti gli uomini sono partecipi per
uguaglianza e comunanza di culture in cui le differenze sociali e politiche
erano mere accidentalità. In principio era l’induismo ma non come religione ma
assolutamente come stile o filosofia di vita.
Chi non
conosce la storia non ha futuro perché studiandola si apprende che fatti ed
eventi sono a cadenza ciclica con vesti storiche apparentemente diverse ma dello
stesso valore intrinseco, quindi facilmente prevedibili ed evitabili se
disastrosi. Peggio per chi si limita a far considerazioni o critiche sulla base
di semplici abstract di un libro o di un articolo di giornale o ancor peggio di
ciò che gli propina la rete a mezzo A.I. Over view di Google. Questi non saranno
mai critici né tanto meno giornalisti veri.
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