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Questa pagina/gruppo , è stata creata per sondare la sensibilità dei cittadini verso ciò che da uomini e loro idee ci sono stati tramandati dallo scorrere del tempo e che sopravviverà a noi stessi.

Associazione Culturale editrice

"Accademia di Arti e Culture"

 

L'Associazione Culturale editrice "Accademia di Arti e Culture" favorisce l'ingresso di nuovi iscritti/e con piccole quote di adesione.

 L'Associazione consente la massima partecipazione a tutti gli iscritti ad ogni evento, locale o regionale.

 

Il Presidente

Rosario Rigano

 

L’Associazione è un luogo di confronto sulle tematiche legate allo studio e all'approfondimento del valore intrinseco dei beni culturali, mobili, artistici e architettonici, archeologici e dei beni paesaggistici; contribuisce a diffondere sul territorio la cultura della cura, preservazione, tutela, restauro, fruizione, valorizzazione, promozione, e gestione del patrimonio culturale per la ricchezza del territorio, la tutela dell'ambiente atto ad accogliere un turismo culturale e d’elite.
  Mission:
- Educare al patrimonio.
- Abilità ad osservare ed analizzare i Beni Culturali.
- Conoscenza dei e sui Beni Culturali.
- Conoscenze storiche in cui i Beni Culturali siano elementi importanti.
- Conoscenze storico-artistiche in merito alle forme e ai valori estetici dei BB.CC.
- Conoscenza del territorio in cui i BB.CC. sono iscritti.
- Educazione del cittadino.

 

Il Presidente

Rosario Rigano

 

 

 

 

Le grandi responsabilità storiche nell’arretratezza economica e sociale della Sicilia: Dal sant’uffizio in combutta con la nobiltà, alla repressione attuata dalla mafia assoldata dai ricchi nobili

per finire con la cosiddetta unità d’Italia

   Uno degli scopi di questa mia narrazione è il tentativo di dimostrare come nei tempi siamo passati costantemente di evoluzioni in involuzioni e viceversa in tempi relativamente brevi e in un certo periodo a causa della cattiveria umana, che cominciò a manifestarsi con la nascita delle prime aggregazioni di tipo istituzionale, prima l’uomo libero non manifestava cattiveria ma anzi buon senso e talune azioni venivano messe in atto per necessità altrimenti risolvibili.

   Nell’analisi del comportamento umano, si evince, nella natura dell’uomo, l’istinto di sopravvivenza ancor prima della cattiveria per il predominio sull’altro. Indubbiamente la cattiveria e tutto quanto commesso sono nati dopo, assai dopo.

   Il giogo che maggiormente ci ha imbrigliato è stato quello di imposizioni spacciate per religioni che i popoli culturalmente più arretrati hanno recepito e quelli più furbi utilizzato.

   Mi chiedo: C’è mai stata l’esigenza di così tanti credi religiosi imposti con persecuzioni e sopraffazioni? La risposta c’è e la si trova scorrendo queste pagine.

   Il dubbio e la paura dell’ignoto hanno condizionato l’uomo per moltissimi millenni ed ancora oggi accade per via delle scaramanzie; le paure dei nostri tempi.

   Abbiamo percorso e visitato un tempo lunghissimo e molte parti della terra. Nei posti in cui, le tracce lasciate dall’uomo ci hanno portato, abbiamo scoperto cose, facies, usi e costumi, condizioni di vita varie ma a volte anche comuni a molte tribù e spesso popoli e pure attuali in certe parti della terra, se non addirittura più arretrate.

   Mehrgarh è sicuramente una tra le più importanti scoperte fino ad oggi riscontrate perché svela connessioni importanti, anzi un vero anello di congiunzione tra mondi che ad oggi non avevano apparentemente nessun legame. Non era semplice e neppure opinabile che da lì potessero partire così tante nuove direzioni, in entrata e in uscita. Perche a Mehrgarh da qualche parte sono arrivati, e un sito che poteva ospitare fino a 25.000 individui non nasce dall’oggi al doma e neppure svanisce nello stesso tempo.

   Secondo il servizio archeologico di Islamabad (capitale del Pakistan), l’allevamento e l’agricoltura, risalirebbero a 10 – 11.000 anni fa  quindi tra il VII° e l’VIII° sec. a.C. in una regione tra l’Anatolia sudorientale in Turchia, Iran, Iraq e Siria, zone tradizionalmente fertili. Sarebbe quindi opportuno estendere le ricerche in quelle direzioni ma la cosa non è alquanto semplice.

   Bisogna tener presente che il sito si trovava nell’Altai settentrionale, dove già era il uso la lingua sanscrita ma nella sola forma verbale,  perché il Pakistan non esisteva ancora, quindi India settentrionale area Belukistan così definita per via della lingua o dialetto parlato dai beluci locali. Territori che da sempre sono stati tormentati da terribili dittature culturali e sociali e sostanzialmente poveri (il ruolo della donna è stato solo quello di procreare ed essere semplicemente utilizzata) dove la vita è stata ed è tutt’ora un inferno nonostante le molte multinazionali che però impoveriscono ancora di più la zona. Basti pensare che la Cina vi ha impiantato una fabbrica di automobili in cui lavorano solo cinesi, senza nessun indotto per i locali.

   Perché insediamenti così grandi e per l’epoca così evoluti di siano improvvisamente svuotati rimane pur tuttavia un mistero anche se le ipotesi via via messe sul tavolo sono tante. Eventi violenti della natura o improvvise mutazioni “sociali” rimangono le ipotesi più probabili, come desertificazioni, scioglimento dei ghiacci o diluvi. Il periodo è sempre quello pre scioglimento dei ghiacci intorno al 7000 a.C.

   Le direzioni possibili da Mehrgarh rimangono ad oggi quelle descritte nel libro; area del mar Nero ma, il percorso dettato dai ritrovamenti e dalle tracce lasciate dall’uomo ci hanno portato anche in Kazan nell’area del Volga; poi in Ukraina e pure in Turkmenistan dove esiste tutt’ora una impenetrabile dittatura post sovietica e se vogliamo anche più repressiva.

   Sono molte le culture in cui mi sono imbattuto compresa la Cucutena-Tripillian davvero sorprendente; lì troviamo tracce dei Siculi e persino del simbolo della Regione Sicilia: il Triscele che rappresenta la triade di divinità maschili simbolo dell’Altai dove emerge Shiva, il dio che danza sul mondo bruciandolo per poi rigenerarlo dalle sue ceneri. 

   Proprio ad ovest del mar Nero tra Romania, Ukraina e Moldavia questa cultura trova le sue radici e da lì tutte le tracce fino ad oggi raccolte portano indiscutibilmente in Sicilia e per via di un solo grande popolo, quello sei Siculi che oltrepassato l’Adriatico, dopo aver colonizzato parte dell’Italia, giunsero in Sicilia intorno al 1370 a.C.

   Cosa collega I Siculi con Mehrgarh? Le lingue verbali e scritte che ci sono state trasmesse grazie ad un prezioso lavoro fatto da Sir William Jhonson che ha saputo tradurre il Sanscrito collegandolo con la parte parlata e non scritta da cui in seguito vari studiosi e glottologi come il prof. Enrico Caltagirone hanno saputo capirne radici e composizione come pure fonetica. Secondo Caltagirone, l’alfabeto Siculo è stato introdotto nell’isola dalle avanguardie calcidesi a partire dal 735 a.C.. I Siculi lo hanno appreso nelle pratiche commerciali e lo hanno usato per esprimersi nella loro lingua fino al II° a.C.. La grafia è dunque greca ma la lingua è “sanscrita”. Un altro eminente studioso di lingue, in particolare dell’elimo ma pure sicano e siculo, è Ulrich Schmoll il quale scrive: “Non è sempre facile per chi come me, benché di formazione filologica, si è da più di quarant’anni orientato verso la ricerca storica, proporre o difendere una posizione originale in un labirinto quale la ricerca sulla lingua elima. Preferisco quindi interrogare i colleghi specialisti nelle lingue panelleniche della Sicilia antica, il che peraltro non può impedirmi di leggere i loro scritti con occhio critico. E questa osservazione vale anche per le altre lingue panelleniche come il sicano ed il siculo.

 

Altre fonti: L'APPORTO DELL'EPIGRAFIA E DELLA LINGUISTICA ANELLENICHE: LO "STATUS QUAESTIONIS" NELLA PROSPETTIVA STORICA

René Van Compernolle

Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di Lettere e Filosofia

 

 

 

 

 

 

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            by Rosario Rigano

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